Johann Caspar Lavater.
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IL LAVATER DELLE DONNE.
Ossia: L'arte di conoscere le femmine dalla loro fisonomia.
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Traduzione dal francese con trenta tavole colorate.
1811. Fratelli Vallardi, Mercanti di stampe, Santa Margherita, 1101, MILANO. dai torchi di G. Pirotta.
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Ruggero Volpes e Giovanni Mennella

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Il Lavater delle donne.
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Che cosa  mai quella simpatia che esister sembra fra noi e certe persone che vediamo per la prima volta? Che cosa  quell'istinto che c'induce ad allontanare da noi e persino a fuggire tutto ci che pu esserci dannoso? La natura accord questo istinto a tutti gli animali; il bambino ne risente la forza sin dalla culla; s'intimorisce egli e trema all'aspetto di un volto minaccioso, e ancora ignora quali siano gli effetti della collera. Preso entro giusti limiti, questo istinto non c'inganner mai; ma quanto  mai difficile il non confondere talvolta la bellezza colla virt, e la pi grande laidezza col vizio? Allora  che l'arte del fisonomista viene in nostro soccorso, e c'insegna che l'espressione della virt, dell'innocenza, del candore, al par di quella del vizio, dipende da certi tratti caratteristici ch' d'uopo conoscere perfettamente.
Quando l'ingenuo sorriso di una giovane belt c'incanta, quando gli occhi, la bocca e tutti i di lei tratti perfettamente d'accordo fra loro ci presentano l'immagine dell'ingenuit e dell'innocenza, allora si pu con fiducia supporre ch'ella possegga tutte queste insigni doti; ma se il di lei sorriso ha pur un non so che di forzato e di mendace, se talun de' suoi tratti, presentando, per cos, dire, una dissonanza di espressione, annunzia un segreto sentimento ch'essa cerca invano di tener celato, cessa l'incanto seduttore, ed un sentimento che mal si pu definire par che ci vieti d'accordarle la nostra stima, la nostra confidenza. Quanto per  grande la difficolt di ben penetrarsi di tutte queste piccolissime variet! Pure il fisonomista deve appunto riporre ogni suo studio in paragonarle fra di loro, in ponderarle esattamente, e bene spesso in tale studio  giovevol compagno l'istinto naturale.
Le parti solide del capo debbono in singolar modo fissar l'attenzione dell'osservatore; la loro forma, grandezza e proporzione, in confronto le une delle altre, possono servir di base a principj generali che la pi rigida esperienza ha confermati. Ma non si creda gi che queste parti solide indicar possano certe qualit morali e certi vizj, quali sarebbero, per cagion d'esempio, la lealt, la probit, la mala fede e l'ipocrisia; giacch su di ci convien piuttosto consultare i muscoli del viso, la bocca e le rughe della fronte. Dalla forma dell'ossatura del capo non dipendono che il genio, la forza dello spirito, la debolezza o l'imbecillit. Ben vantaggioso sarebbe il farsi a determinare in un modo preciso quali siano le qualit che ne sono il necessario risultamento, poich verrebbesi con ci a conoscere quelle che l'uomo porta seco nascendo, e quelle che son frutto dell'educazione, dell'influenza del temperamento o delle circostanze. L'educazione non pu certamente influire sulle forme ossee, o almeno variarne le progressioni naturali, giacch non pu esserne risultamento il genio o l'energia; ma potr, per vero dire, svilupparne prontamente il germe o ritardarne lo sviluppo; e ad essa attribuir si debbono quelle straordinarie anomalie che s'incontrano nel carattere di certi individui, i quali nei primi loro anni sembravan dotati di tutte le virt; ma, liberi appena dalle paterne cure, si diedero in braccio, per debolezza, al torrente della dissipazione e persino al vizio, senza che nulla abbia potuto rattenerneli. Altri, in loro giovent, sembravano privi di quel fuoco creatore che vivifica il tutto, e una circostanza, un istante bastarono ad accendere in essi la scintilla del genio, e ne furono frutto le pi brillanti produzioni.
L'influenza delle passioni dell'anima sui tratti esterni aprir un largo campo al fisonomista; l'invidia, la gelosia, la collera, le passioni tutte vi scolpiscono coll'andar del tempo incancellabili tracce.
La voce finalmente, lo stile e persino la maniera di vestirsi, somministreranno al fisonomista sicure osservazioni.
Noi procureremo di far qui conoscere i particolari rapporti ch'esistono fra le forme esterne e le abitudini dell'anima: ma prima di tutto ci sia permessa una breve riflessione sull'arte fisionomica. Quanto sarebbe desiderabile che un uomo veramente dotto, inaccessibile ai pregiudizj e particolarmente poi a quella specie d'entusiasmo che ha fatto traviare tanti osservatori, si facesse a determinare i veri limiti di questa scienza, a spogliarla di quanto in essa trovasi d'incerto, ed a basarla in una parola sulle regole delle sana fisica! Allora pi non si confonderebbe questa scienza s vantaggiosa e s bella con que' sistemi cranologici o con quell'antica scienza fisionomica che a noi trasmise, fra gli altri, il Porta; allora non si tenterebbe nemmen pi di ravvicinarle fra loro, giacch qual affinit pu mai esistere fra l'errore e la verit?
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Un volto la cui parte inferiore ovvero quella di mezzo  lunga quanto le altre due unite insieme, annunzia la stupidezza.
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Questa  la fronte di un imbecille; una fronte prominente come quella d'un fanciullo indica mai sempre uno spirito debole.
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Colmo della stupidezza.
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Quella fronte indica un ottimo criterio, un cuor freddo ma per irritabile, e soventi volte essa  il carattere del melanconico.
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Spirito profondo, freddo e riflessivo.
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Una fronte con rughe obblique lascia travedere un carattere sospettoso e privo di spirito.
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Carattere debole, senza talenti, ma che pure vuol darsi una cert'aria d'importanza.
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Una fronte tutta a rughe confuse, intercise ed assai prominenti denota un carattere litigioso, collerico e che malagevolmente si pu regolare.
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Gli occhi la cui palpebra superiore taglia diametralmente la pupilla, annunziano uno spirito destro ed astuto.
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Occhi collerici; le palpebre sono incavate e infossate; il globo dell'occhio  assai prominente.
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Gli occhi che veduti di profilo sembrano quasi a livello colla radice del naso, senza per esser prominenti, denotano mai sempre una organizzazione debole e talvolta ancora una certa imbecillit.
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Gli occhi che lasciano scorgere la pupilla tutt'intiera caratterizzano quegli uomini irrequieti che, privi di energia riflessiva, non agiscono che a capriccio.
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Gli occhi che hanno fra loro una distanza maggiore della larghezza di un occhio annunziano la stupidezza; per vero dire questa conformazione  bene spesso un segno di lunga vita, e forse probabilmente perch indica la forza corporale; i bruti pi forti, come per esempio il toro, hanno gli occhi disposti in simil guisa.
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Le sopracciglia marcate annunziano un'intrattabile vivacit.
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Un naso assai pendente verso la bocca indica il pi delle volte uno spirito freddo e riservato, e caratterizza talvolta l'avaro, e singolarmente poi s' curvo alla radice.
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Quel naso di forma irregolare, concavo in mezzo, e coi contorni angolosi di rado si scorge in persone di un carattere nobile e magnanimo; esso  piuttosto il retaggio di uno spirito grossolano.
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Un naso senza veruna inflessione decisa, e simile ad una informe massa di carne, non sar mai proprio d'un uomo di genio straordinario.
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Un naso le cui ale sono solcate da rughe obblique e mobili, indica bene spesso uno spirito caparbio, pesante e malizioso.
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Un naso assai rincagnato e distante dalla bocca non si vedr mai nel volto di un uomo grande.
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Quella bocca denota la zotichezza e l'avarizia.
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Fredda civilt, astuzia e sordida avarizia.
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Carattere sprezzante.
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Esattezza, spirito d'ordine, freddezza.
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Fredda bont.
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Bont.
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Vi sono certi volti di cui ciascun tratto concorre a formare un tutto spiacevole; nessuna fattezza in particolare compensa la poca belt del tutt'insieme; e tale  questa fisonomia. Occhi piccioli, rotondi e prominenti; una fronte stretta e rotonda; un naso corto alla cui radice vedesi una troppo profonda cavit fanno supporre che una simile fisonomia annunzii uno spirito limitato ed un carattere propenso all'avarizia; non dir gi all'egoismo, giacch questo abbominevole vizio suppone un'anima insensibile; e sebbene quella bocca non presenti veruna grazia ed anzi vi si vegga scolpita la rozzezza, pure non le si pu cos di leggieri imputare un cattivo cuore;  per certo che con un simile volto non si far mai nulla di grande n di sublime.
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Ingenuit, confidenza e lealt sono i principali caratteri di questa fisonomia; la fronte  ancora troppo infantile perch annunziar possa eccellenti qualit; ma il restante del viso, e in singolar modo il mento promette un'energia che si svilupper coll'andar degli anni. Questi tratti tutt'insieme, ad eccezione della fronte, annunziano una dolce vivacit ed un certo spirito naturale.
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Quanto  mai grande la differenza ch'esiste fra i tratti di una civetta e quelli di una donna modesta e riservata? Nei primi non trovasi quella calma e quella semplicit che in particolar modo caratterizzano la fisonomia N. XII, n quella ingenuit che annunzia la fisonomia N. IV; in essa all'opposito si distingue l'affettazione e il desiderio di piacere in tutti i suoi movimenti; quel contegno leggiero, quel sorriso, nulla in essa  naturale. Troppo malagevol sarebbe l'assegnare alla civetteria positivi e particolari caratteri fisonomici; ma  certo che una donna di spirito frivolo ed incostante, con qualche bellezza e molto amor proprio,  naturalmente inclinata alla civetteria; ora questo genere di fisonomie esclude le fattezze molto marcate.
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Un volto pu essere regolare, e ci non di meno ispirarci diffidenza; e tale  la fisonomia N. VI. La zotichezza  dipinta su tutti i di lei tratti; non se le pu ricusare dello spirito ed anche una certa grandezza incompatibile colla vilt; ma non se le accorderanno mai que' delicati sentimenti che formano le delizie di un'anima sensibile; sorda alle dolci emozioni della tenerezza e della piet, ben rare volte lascer spuntar sulle sue labbra un sorriso; quel volto sembra fatto piuttosto per le passioni violente, come sono la collera e l'odio; ci non ostante annunzia anche un carattere energico che sapr sostenere il peso delle sciagure con grande fermezza.
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I contorni carnosi e rotondi, le sopracciglia picciole, una carnagione bianca, capelli bianchi ed occhi assai distanti fra loro e bene spesso cilestri, annunziano il temperamento flemmatico; questi segni caratteristici sono forse meno distinti fra le donne, perch il sesso intiero, colle forme pi rotonde e con una carnagione pi bianca, si approssima a questo temperamento assai pi della maggior parte degli uomini. Comunque sia, si riconosceranno facilmente gl'indizj di flemma nella figura che presenta la tavola N. VII. Una tale fisonomia annunzia una donna attenta ai proprj doveri, buona per la famiglia, economa fino alla parsimonia; ma essa compenser questo lieve difetto con qualit ben essenziali, come per esempio coll'avversione ch'essa avr per le vane ciarle. Quanto al di lei cuore, esso  buono e indulgente, ma freddo. Quella bocca ben serrata caratterizza in singolar maniera una donna amica dell'ordine, della propriet e dell'economia; ma qualora le di lei labbra fossero pi rilevate e frastagliate, allora se le potrebbe imputare un po' d'avarizia; la fronte molto ben arcuata verso la sommit, ma discendente in linea quasi retta, diversifica da quella del vero flemmatico, ch' rotonda, ma ci non ostante denota un carattere freddo. Pare che una tale fisonomia sia propria di un'Olandese.
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Nella grande opera di Lavater(1) leggesi il passo seguente:
Se la testa  pi larga che lunga, allora un contorno rosso, duro ed angolare annunzia un'orribile inflessibilit, unita alla pi detestabile malignit.
Ben sciagurata cosa sarebbe se questa asserzione troppo generica venisse sempre giustificata dalle osservazioni; ma per lo meno  certo che quando, oltre a questa conformazione, i tratti del volto portano l'impronto non equivoco della malignit, si pu pure supporla. Di cotale specie  la fisonomia N. VIII.; i contorni di quella testa sono in realt troppo duri e rozzi; essa  pi larga che lunga; ma se osservinsi le pieghe che forma l'occhio, la conformazione della bocca e singolarmente poi quella delle narici, non si esiter punto ad attribuirle un carattere rozzo, cattivo, disdegnoso, pieno d'amor proprio e d'una insuperabile ostinazione.
Un naso appuntato e proclive verso la bocca va perfettamente d'accordo con questa sorta di fisonomie; ma il tratto che pi particolarmente le caratterizza si  la contrazione delle narici che si elevano perso l'alto, indizio infallibile di un carattere sprezzante, e singolarmente quando sono bassi gli angoli della bocca, e sporgente in fuori il labbro superiore. Bisogna per guardarsi dal confondere con questa abituale impronta l'espressione momentanea del disprezzo sopra una fisonomia felice.
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Un carattere riflessivo ed anzi profondo, uno spirito faceto ed originale, sono qualit che negar non si possono a questa fisonomia; quella specie di linea longitudinale che si scorge nella parte inferiore della fronte, fra gli occhi, annunzia, per quanto vuolsi, eccellenti qualit; ma un segno ancor pi sicuro si  la conformazione della fronte ben arcuata, e la prominenza delle ossa degli occhi, indizj della riflessione; la leggiera inflessione che scorgesi all'estremit del naso denota accortezza; ma questa espressione  resa vie pi sensibile, e sembra anzi aver un po' del caustico, osservando quella bocca semicircolare il cui labbro inferiore s'incava nel mezzo, e su cui s'incurva alquanto il naso.
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Non occorre essere fisonomista per conoscere che su questo volto domina il temperamento melanconico; la conformazione prolungata del capo, gli occhi infossati, il naso incurvato abbastanza lo indicherebbero da per s; ed oltre a ci si pu aggiungere una carnagione pallida ed una fronte rugosa. Questa fisonomia non presenta che un tutt'insieme disaggradevole; nessuno de' di lei tratti annunzia la bont; quella bocca, la cui direzione  obbliqua, lascia travedere un carattere increscevole; tutti que' tratti riuniti indicano un umor melanconico che assai visibilmente si manifesta all'esterno; vi si scorge parimente una fermezza che pu degenerare in ostinazione.
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Vi sono certi visi che, sebbene regolari, nulla presentano di grande n di veramente distinto; sembra che tali fisonomie non possano essere commosse n dai piaceri dilicati n da que' sublimi sentimenti che pu provare un animo veramente grande ed animato dall'amore della virt. Ma se molte sensazioni sono estranee a questo genere di fisonomie, in compenso l'espressione delle passioni, di cui sono suscettibili,  portata al pi alto grado di veemenza o, per meglio dire, di volubilit di lingua, perch le esprimeranno con torrenti di parole.
La fisonomia N. XI  evidentemente di questa specia; ci non pertanto non se le pu ricusare spirito, vivacit ed anche una certa bont; ma la poca prominenza dell'osso dell'occhio annunzia che questo carattere non  fatto naturalmente per la riflessione, e si potr anche rimproverargli la caparbiet.
Per fare grandi progressi nell'arte fisionomica non essendovi mezzo migliore di quello di paragonare e ravvicinare gli estremi, si paragoni, tratto per tratto, questa fisonomia colla seguente, e l'osservatore rester colpito dalla loro differenza.
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Quando a quello stil grande e nobile che in particolar guisa caratterizza le teste greche va congiunta la serenit di una bell'anima, allora con questi indizj soli se ne potrebbe giudicare assai favorevolmente; e, per vero dire, come mai saprebbe il vizio imitare la calma della virt, quando l'animo  lacerato dai rimorsi? come affettare la sensibilit quando il cuore  freddo? No per certo, e un attento osservatore non si lascer punto ingannare dalle apparenze.
Magnanimit, dolcezza e sensibilit, ecco i caratteri che indica questa fisonomia. Quando il viso, considerato tutto insieme,  perfettamente regolare, vale a dire quando  diviso in tre parti eguali, la fronte, il naso e la parte inferiore, e che il naso, non avendo una cavit troppo profonda alla radice, presenta una leggiere inflessione all'estremit, allora, dico, se anche tutti gli altri tratti non presentano nulla di contraddittorio, si pu contare sopra un'anima incapace di vilt.
Quella bocca porta l'impronta della bont indulgente, ed il mento annunzia l'energia.
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Nell'unione dei tratti di questa fisonomia si osserva un carattere maschio ed energico dichiaratissimo; sopracciglia orizzontali, mento sporgente in fuori ed occhi neri annunziano questa interna forza; il naso, le di cui narici sono mediocremente dilatate, denota, in un colla bocca, la prudenza. Invano si cercherebbe su questa fisonomia un lato debole; la conformazione della fronte  perfetta, e le ossa degli occhi ben distinte annunziano uno spirito riflessivo. Una regola generale dell'arte fisionomica si  che quando un tratto principale  caratteristico, lo sono pur anche quelli che ne dipendono; tutti i tratti del volto concorrono pertanto a formare un tutto omogeneo; ne far prova la fisionomia N. XIII; quel naso la cui spina  larga, e le ale parallelle, debbe di necessit andar unito ad una fronte ben arcuata, e promette quindi eccellenti qualit; ma questa conformazione  rarissima, e singolarmente poi fra le donne.
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Questa fisonomia, senza essere distinta, non  per n ignobile n comune; una sana ragione e tutta quella porzione d'intelligenza ch' compatibile colla mediocrit del talento, le virt domestiche, l'amor della pace, del lavoro, dell'ordine e della propriet, uno spirito attento, un buon fondo di docilit e candore ed un sangue freddo, ben diverso per da quello della pigrizia, tali sono i caratteri ch'essa presenta; quel volto ha ancora un po' dell'infantile, ma tutti questi tratti sono gi sviluppati abbastanza di per s, perch possa l'osservatore pronunziare sulla loro espressione.
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Questa specie di fisonomia annunzia una donna saggia, profonda pensatrice, ch'esamina minutamente, discute, pondera e nulla ammette se prima non l'ha assoggettato ai lumi della propria ragione, che ha molta penetrazione, ma un carattere ostinato e riservato. Rarissima  questa sorta di fisonomie fra le donne, e per la conformazione e posizione della fronte merita di far eccezione a quella regola generale che dice: L'analisi esatta e matematica non  propria delle donne; la ragione e il sentimento sono piuttosto il loro retaggio.
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Questa fisonomia annunzia un carattere distinto e capace d'eseguire cose grandi; per esserne convinto basta esaminare il naso e l'occhio; si legge su quel viso la magnanimit; la nobile calma che risiede sui di lui tratti e quello sguardo penetrante indicano una rara abilit ed una prudenza a tutta prova. Sarebbe impossibile che una donna fornita di consimili tratti fosse un essere volgare e limitato; potrebbe ci non pertanto accadere che un essere limitato avesse alcuni tratti simili a quelli di questa figura, e ci forse sembrer un paradosso; ma se vorrassi osservare che certe persone possono rassomigliarsi un poco, quantunque siano diversi i loro caratteri, se si voglia riflettere che trattandosi di fisonomie l'inflessione del naso meno sensibile; una fronte pi rotonda bastano talora per cangiare assolutamente un carattere, quantunque esista ancora la rassomiglianza, tale osservazione non dar pi luogo ad alcuna meraviglia.
E qui cade in acconcio d'osservare che esistono in natura varie specie di rassomiglianze che bisogna guardarsi dal confondere: si veggono alcuni fratelli i cui caratteri sono fra di loro diversi, i cui tratti non hanno fra loro alcun rapporto particolare di conformazione, ma che pure portano scolpita sulla loro fisonomia una certa rassomiglianza o, per meglio dire, una cert'aria di famiglia che mal si pu definire. Presso altri, all'opposto, simile rassomiglianza  prodotta dalla conformit di umore e di carattere; un collerico somiglier talora a un altro, a motivo che la collera ha modificata nella stessa guisa la fisonomia di amendue, quantunque in fondo i loro tratti siano assolutamente diversi.
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Vedesi scolpito su questa fisonomia un carattere violento ad un tempo e riflessivo, sospettoso, geloso e dissimulato lascia travedere una donna vendicativa, altiera e sospettosa; ci non pertanto la prudenza sar una delle di lei buone qualit, e non se le potr negare dello spirito. La posizione della fronte compressa all'indietro indica in particolar maniera un carattere violento, e la di lei altezza denota un naturale capriccioso. I molti bitorzoli che veggonsi sulle guance e sul mento di quel volto annunzierebbero, a parere di alcuni fisonomisti, un temperamento sanguigno e inclinato all'amore; ma questo indizio pare assai equivoco.
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Bont, contentezza ed innocenza sono i caratteri che presenta questa fisonomia; su quel volto brilla una felice amalgama del temperamento flemmatico e del sanguigno. Questa giovanetta ha un carattere buono ed ingenuo; i piaceri semplici e puri basteranno al di lei cuore; la pompa non le starebbe bene, e far miglior figura con abiti semplicissimi e contadineschi; il menomo disgusto la far piangere, ma un istante baster parimente a racconsolarla, e bene spesso le lagrime non saranno ancor bene asciugate che si vedr comparir sulle di lei labbra un sorriso. Questi tratti non indicano, per vero dire, grandi talenti; ma gli occhi molto distanti l'un dall'altro fanno presumere una costituzione che le promette lunga vita.
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Questo carattere porta l'impronta di una dolce melanconia; dedito alla riflessione, sapr bastare a s stesso e trovar nella solitudine di che sfuggir la noja; la bocca e particolarmente poi la conformazione delle labbra, indicano un gusto depurato, ed anzi sembrano caratterizzare il genio poetico. La fronte  felicemente conformata, ma soprattutto la saglienza dell'osso dell'occhio  quella che caratterizza gli esseri dotati della facolt di pensare profondamente. Questi tratti considerati tutt'insieme denotano un'anima grande e nobile, ma il collo assai lungo potrebbe benissimo indicare un carattere alquanto indolente.
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Questo volto porta scolpito il carattere della freddezza e della superbia; ci non ostante annunzia anche eccellenti qualit, come sono la generosit, la magnanimit e la bont; tutti i di lui tratti, ed il naso, in particolare, il mento e la bocca annunziano molta energia; il naso, oltre a ci, ripromette spirito ed accortezza. A prima vista si creder scorgere su questo volto una lieve traccia d'indifferenza, ma questa espressione va piuttosto attribuita all'impronto di quella fierezza che nulla sembra temere, o ad un certo spirito filosofico di cui questa fisonomia presenta una leggiera idea.
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Affettazione, pretensione, vanit, malizia sono i caratteri proprj di questa fisonomia; una bocca le cui labbra sono sottili e ristrette, il taglio diritto e l'estremit rivoltate,  indizio certo di un amor proprio degenerato in affettazione; un naso staccato e narici strette, che colla loro contrazione esprimono soventi volte il disprezzo, sono proprie per l'ordinario di tal sorta di volti; la fronte, per vero dire, indica un certo spirito, ma  ben lontana dal denotare il genio.
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Uno spirito limitato e debole  il principal carattere di questa figura; ad onta di ci convien accordarle una certa specie di semplicit che alcuni ameranno meglio denominare stupidezza; suo principal difetto sar l'ostinazione, ed  facile il convincersene qualora si faccia attenzione alla conformazione del naso ed a quella della fronte ch' perpendicolare; una consimile unione caratterizza mai sempre un carattere ostinato.
Nei tratti di questa fisonomia si osserva una certa tensione che  sempre pi rimarchevole alle sopracciglia; la linea concava descritta dal profilo del naso,  pure, qualora vada congiunta ad altri tratti caratteristici, un segno di debolezza, e singolarmente poi fra le persone di et matura, giacch questo tratto  proprio dell'infanzia, ma in allora va d'ordinario congiunto ad una fronte rotonda e prominente.
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Vi sono certe fisonomie a cui non si pu in modo alcuno ricusare il carattere della bont: ah perch non sono esse pi numerose! Di questo genere  la figura N. XXIII; bont mista a rozzezza e molta franchezza e allegria formano la base di questo carattere a cui d'altronde l'osservatore accorder dello spirito naturale. Su questo volto non si scorge la menoma traccia d'avarizia; all'opposto esso annunzia piuttosto un cuor generoso e indulgente; l'altezza della fronte denota forse un carattere capriccioso, difetto che annichiler quasi totalmente l'energia che viene indicata dalla conformazione del naso. Quel labbro inferiore sporto all'infuori caratterizza in particolar modo una leale bont.
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Anche chi nulla s'intende di fisonomie non supporr certamente che la figura N. XXIV possa avere energia ed attivit; ma si andr d'accordo nell'attribuirle molta sensibilit, dolcezza e docilit; realmente quel mento che indietreggia indica mai sempre un carattere senza forza, e soprattutto poi quando  concavo il profilo del naso. Questa fisonomia annunzia sempre molta propensione alle passioni tenere, ma il temperamento flemmatico-melanconico domina in essa assai pi che nella figura N. XXVII.
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Una grande prudenza e molta accortezza ci colpiscono a prima vista in questa fisonomia; s'osserva in essa un carattere assai pi circospetto di quello che non sia la figura N. XXIII. Il naso, quantunque rotondetto, nulla presenta di triviale; che anzi, al modo con cui s'incurva verso la bocca, caratterizza pi particolarmente quella prudenza ed accortezza di cui scorgesi l'impronto sull'intiera fisonomia.
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O vile amore dell'oro! quanto se' mai odioso allora che fai nascere l'egoismo e l'insensibilit! e pure sono questi i tuoi ordinarj attributi!
Sonovi adunque fisonomie consagrate all'avarizia, o pure  questo vizio che degrada a tal segno il volto umano? Comunque sia, si pu osservare che poche sono le fisonomie s caratteristiche quanto quella di un avaro; occhi piccioli e infossati; un naso sovente appuntato, una bocca rincavata e colla fenditura diritta, labbra sottili, ristrette e fortemente rilevate, un mento appuntato sono i tratti a cui si riconosce l'avaro; non dir gi che in tutti gli avari osservinsi riuniti questi tratti; ma sulla loro fisonomia si legger per sempre un carattere di picciolezza e di minuzia che esclude assolutamente la magnanimit e la nobilt di sentimento.
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Il temperamento sanguigno, misto ad una lieve dose di flemma, domina su questa fisonomia in cui si osserva della bont ed un'eccessiva sensibilit: questi tratti considerati tutti insieme annunziano un cuore dedito alla tenerezza ed un carattere privo della forza necessaria per resistere a questa impulsione; tutto, su questo viso, denota la mollezza; ma se nessuno di questi tratti indica l'energia, promettono per tutti molta docilit, umanit e dolcezza.
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Vivacit, bont, carattere faceto, poco riflessivo e quindi imprudente, spirito leggiero sono gli attributi proprj di questa fisonomia, ed oltre a ci vi si pu aggiungere la dolcezza che viene indicata dai contorni rotondi. Il labbro superiore che sporge in fuori e singolarmente poi la maniera con cui si congiunge al naso, annunzia semplicit. Le sopracciglia ed il passaggio dal naso alla fronte non denotano punto un carattere dedito alla riflessione, e la lunghezza dell'intervallo che separa il naso dalla bocca  ben lontana dal promettere prudenza.
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Nella sua ultima opera(2) Lavater si esprime ne' seguenti termini rapporto al genere di fisonomia che presenta la tavola N. XXIX.
"Una donna che abbia un naso assai incavato alla radice, gran seno, alquanto sagliente il dente canino, per brutta che sia, per pochi pregi ch'essa abbia anche nel resto, non lascer ci non dimeno, per la comune de' libertini e degli altri uomini voluttuosi, di avere un'attrattiva pi facile, pi certa e pi irresistibile di quel che aver possa una donna veramente bella. Le prostitute pi pericolose che si vedono comparire innanzi ai tribunali si distinguono tutte a questo carattere: fuggite come la peste quelle donne cui la natura avr dato simili tratti, e non contraete seco loro veruna seria amicizia, quand'anche godessero di un'integerrima riputazione."
Se sopra tai basi soltanto fosse tutta fondata la scienza fisionomica, saria d'uopo abbruciare tutti i libri che trattano di essa. Quali discordie nascerebbero mai nella societ se venissero adottate cotai regole s prive di fondamento? Che ne sarebbe delle innocenti vittime di simili precipitosi giudizj? Odiate, dispregiate e rigettate dal seno della societ, dovrebbero per forza darsi in braccio al disordine e forse anche al delitto.
Ecco quanto si pu pronunciare di positivo riguardo a questa fisonomia.
Un naso che alla radice  troppo incavato contribuisce a dar una cert'aria volgare alla fisonomia di una donna; i denti canini molto saglienti suppongono mai sempre una bocca assai sporgente, e tali indizj denotano un carattere fastidioso, caustico e senz'alcuno spirito; questi tratti tutt'insieme non promettono alcuna energia riflessiva.
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Un carattere violento, subitaneo, irriflessivo vedesi scolpito su questa fisonomia; quella fronte alquanto compressa all'indietro, quegli occhi neri denotano chiaramente un carattere focoso; ma l'occhio soprattutto e particolarmente poi la configurazione della palpebra superiore sono quelli che lo discoprono agli occhi del fisonomista. L'osso dell'occhio poco sporgente all'infuori denota in singolar modo un naturale poco dedito alla riflessione; ci non pertanto tutti questi tratti presi insieme, ed il mento singolarmente indicano l'energia.
Questa specie di fisonomia  pi rara fra le donne che fra gli uomini, giacch di questi ultimi piuttosto sembra esser proprio un carattere focoso ad un tempo ed energico; in generale le passioni tenere sono il retaggio del bel sesso; quindi i tratti femminili dilicati e meno forti pajono incompatibili coll'espressione delle passioni violente. Disse gi un autore che fra il volto dell'uomo e quello della donna esiste lo stesso rapporto che v'ha fra l'adolescenza e la virilit; quest'asserzione, senz'esser falsa, non  per troppo esatta, giacch il volto di una donna esprimer ben maggiori cose di quello ch'esprimer ne possa il viso d'un adolescente; d'altronde i sentimenti dilicati, l'estrema sensibilit, l'accortezza di spirito non  forse il retaggio del sesso pi debole?
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OSSERVAZIONI SULLO STUDIO DELL'ARTE FISIONOMICA.
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Coll'applicazione, coll'esperienza e colla riflessione riesce all'uomo di far acquisto del tatto fisionomico; pure suppone in quel tale che n' fornito, molta intelligenza, ma sano criterio e precisione d'idee; ad onta per di tutte queste qualit, egli  ben sovente soggetto ad ingannarsi.
Ecco alcuni de' mezzi che debbonsi impiegare per giungere a ben conoscere gli uomini:
Studiate accuratamente la prima impressione che fa su di voi un individuo qualunque; abbandonatevi a questo impulso, ed esso non v'inganner mai; sar vostra guida l'istinto naturale; non  per che si debbano per questo tralasciare le opportune indagini; ma se queste vanno d'accordo colla prima impressione, datele retta senza timore, ma guardatevi bene dal credere caratteristico ci che non lo , come sarebbero i cangiamenti prodotti da una malattia, o quella bruttezza che non  simile alla deformit del vizio.
Osservate quali sono i tratti che producono questa impressione; qualunque essa siasi, precisatene s bene il carattere, che la significazione di uno di questi tratti vi sia d'ajuto per conoscere quella dell'altro; giacch sovvengavi che la natura, fedele alle leggi dell'armonia, ha formato tutti i tratti del volto di ciascun uomo l'uno per l'altro, cio a dire non vi lasciate mai ingannare a segno di trovare in un volto medesimo uniti un naso da sciocco ed una fronte che lasci travedere il genio, od occhi timidi congiunti ai segni caratteristici del coraggio.
In due classi principali si possono dividere le fisonomie; alcune di esse ci colpiscono al primo sguardo o con tratti s vivi e particolari, o con una espressione tanto naturale ed ingenua, che si pu in ci pigliar errore, e che alla prima vista ben tosto ci sar noto tutto il loro animo; tali sono quei neri caratteri io cui tratti tutt'insieme ci presentano l'immagine del delitto e della vilt, o quelle fisonomie ingenue ed aperte che a prima vista c'ispirano confidenza. Nella seconda classe (e questa  la pi numerosa) annoverar si possono quelle fisonomie i cui tratti meno marcati, non offerendo, a prima vista, nessun carattere principale, esigono, per cos dire, un metodo analitico.
Prima d'ogni altra cosa fissate l'attenzione vostra sulla conformazione generale del capo; poscia, passando ad esaminare partitamente ciascun tratto, osservate la fronte, le sopracciglia, la bocca, il mento; notate particolarmente gl'intervalli che sono dalla fronte al naso e da questo alla bocca; e sopra ogni altra cosa esaminate attentamente quella linea che descrive la palpebra superiore sulla pupilla dell'occhio, e la fenditura della bocca; a parere del Lavater, questi due tratti sono di una inapprezzabile espressione, e basterebbero anzi da s soli a svelare le qualit intellettuali di una qualunque persona.
Vi torni spesso a memoria che si danno certi momenti i cui l'uomo si mostra tal quale ; un incontro impreveduto, un moto di collera, di piet, di tenerezza bastano talora a far giudicare del di lui carattere.
Guardatevi bene dal confondere l'espressione di certi moti dell'animo; vi sono persone sul cui viso  abitualmente scolpito il mal umore, e pure il loro cuore non  cattivo.
La seguente  un'osservazione di grande importanza. Come gi dicemmo pi sopra, vi sono certe passioni e certi vizj di cui sarebbe inutile il ricercare gl'indizj nelle forme ossee; quindi i soli tratti del viso ci debbono servir da guida; di un tal numero si  la furfanteria che talora leggesi s chiaramente sul volto di certe persone; e pure, quand'essi erano ancora giovani, erano dotati di tratti ch'esprimevano la calma di un'anima tranquilla! Ah quanto sarebbe mai vantaggioso un quadro fedele delle progressive alterazioni che produce il delitto sopra una fisonomia da prima onesta! Non sarebb'esso capace di trattener dal delitto quelli che fossero s deboli da lasciarvisi strascinare?
Bisogna parimente fare l'osservazione che fra gli esseri viziosi l'organizzazione ossea annunzia il carattere particolare de' loro vizj ed il loro grado di energia. Un grande scellerato, il cui carattere presentasse una singolare amalgama di audacia e di coraggio, differir mai sempre dall'oscuro raggiratore o dal vile scroccone; nel primo l'organizzazione ossea denoter un tal coraggio ed una tale energia; ne' secondi all'opposto tutto concorrer a svelare la vilt.
Vi farete a paragonare fra di loro i caratteri pi opposti, ed osserverete attentamente i varj tratti che li distinguono.
Alla perfine richiamate alla vostra mente le persone di cui conoscete perfettamente il carattere; scolpite ben bene nella vostra memoria i tratti che le caratterizzano; e quando v'accadr d'abbattervi in una sconosciuta fisonomia di cui bramiate conoscere il carattere, esaminate se nessuno de' di lei tratti ha qualche rapporto con quelli di cui conoscete gi il significato.
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FINE.